Artrosi alle mani
Che cos'è l'artrosi alle mani e perché si manifesta
L’artrosi alle mani (o osteoartrite delle mani) è una patologia degenerativa cronica che interessa la cartilagine delle articolazioni delle dita e del polso.
In parole semplici, la cartilagine - cioè il tessuto liscio che riveste le estremità delle ossa e permette movimenti fluidi - si consuma nel tempo, come avviene a un ingranaggio che con il tempo si logora per l’uso continuo.
Questa “usura” causa dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti quotidiani delle mani.
È importante non confondere l’artrosi, che è una malattia degenerativa dovuta a invecchiamento, usura e micro-traumi ripetuti, con l’artrite (reumatoide o altre forme), in cui è il sistema immunitario a provocare una vera e propria infiammazione delle articolazioni su base autoimmunitaria.
Per approfondire questa patologia puoi visitare la sezione dedicata alle patologie della reumatologia.
I sintomi iniziali per riconoscere l'artrosi alle mani
I sintomi iniziali dell’artrosi alle mani sono spesso sfumati, ma riconoscerli precocemente aiuta a ricevere una diagnosi corretta e iniziare i trattamenti giusti. Vediamoli nel dettaglio.
-
Dolore alle dita e alle articolazioni delle mani: il dolore è tipicamente più intenso durante i movimenti (quando si afferrano oggetti, si scrive, si apre un barattolo) e tende ad attenuarsi con il riposo.
-
Rigidità, soprattutto al mattino: le mani possono risultare “bloccate” appena svegli, con difficoltà a chiudere ed estendere le dita; la rigidità di solito dura meno di 30 minuti.
-
Gonfiore articolare e limitazione dei movimenti: le articolazioni appaiono gonfie e meno mobili, rendendo difficile compiere movimenti fini o ripetitivi.
-
Noduli di Heberden: sono ispessimenti che si formano sulle articolazioni finali delle dita (le più lontane dal palmo). Sono duri, poco dolenti ma possono causare deformità tipiche.
-
Noduli di Bouchard: si tratta di escrescenze ossee, noti anche come osteofiti, che si localizzano sulle articolazioni centrali delle dita (quelle “a metà”). Anche questi segni clinici sono caratteristici dell’artrosi alle mani.
Nel tempo, l’artrosi può portare ad una progressiva deformazione delle dita (la cosiddetta artrosi deformante alle mani), maggiore difficoltà nelle attività quotidiane e, nei casi avanzati, compromissione della forza e della precisione della mano.
Quali sono le cause e i fattori di rischio più comuni
L’artrosi alle mani è una patologia multifattoriale: diversi aspetti possono favorirne l’insorgenza o accelerarne la progressione. Vediamo le cause principali.
-
Età avanzata: il rischio aumenta significativamente dopo i 50-60 anni, poiché i processi di usura articolare si sommano negli anni.
-
Sesso femminile: le donne ne soffrono più spesso, in particolare dopo la menopausa.
-
Predisposizione genetica: chi ha parenti stretti con artrosi alle mani ha maggiori probabilità di sviluppare la malattia.
-
Traumi o fratture pregresse: lesioni precedenti a dita o polso possono alterare la stabilità e accelerare la degenerazione delle articolazioni.
-
Attività lavorative o manuali usuranti: chi utilizza molto le mani per lavoro (artigiani, musicisti, atleti) o compie movimenti ripetitivi nel tempo risulta più esposto all’artrosi alle mani.
-
Obesità: il sovrappeso, sebbene influenzi maggiormente le grandi articolazioni, è un fattore di rischio anche per l’artrosi alle mani, per via di infiammazione sistemica e carico alterato.
La presenza di uno o più fattori di rischio non significa che l’artrosi sia inevitabile, ma suggerisce maggiore attenzione ai sintomi e alla prevenzione.
Come avviene la diagnosi: dalla visita specialistica agli esami
La diagnosi di artrosi alle mani segue due passaggi principali.
-
Visita specialistica: il primo passo è la visita da uno specialista (ortopedico o reumatologo), che raccoglie la storia del paziente (anamnesi), valuta i sintomi, osserva le deformità e la capacità di movimento delle articolazioni delle mani.
-
Esami strumentali: nella maggior parte dei casi è sufficiente una radiografia delle mani (raggi X) per visualizzare la riduzione dello spazio articolare, la formazione di osteofiti (“becchi ossei”), l’eventuale presenza di deformità o lesioni delle superfici articolari. Altri esami (ecografia, RMN) possono essere usati in casi particolari per escludere altre patologie.
Una diagnosi precoce permette di impostare prima le strategie terapeutiche più efficaci.
Tutti i rimedi per l'artrosi: dai trattamenti conservativi alla chirurgia
Trattamenti conservativi e farmacologici
La maggior parte dei casi di artrosi alle mani viene trattata in modo conservativo, cioè senza bisogno di intervento chirurgico. Vediamo di seguire le modalità più efficaci.
-
Riposo funzionale: ideale alternare le attività che usurano le mani a momenti di riposo per ridurre l’infiammazione.
-
Uso di tutori: appositi tutori permettono di scaricare le articolazioni più colpite nei momenti di maggior dolore, aiutando a prevenire il peggioramento.
-
Fisioterapia e esercizi mirati: la fisioterapia e gli esercizi per l’artrosi alle mani contribuiscono a mantenere la flessibilità, la forza e la funzionalità delle dita.
-
Farmaci antinfiammatori (FANS): possono essere assunti per brevi periodi in caso di riacutizzazione del dolore; il medico deciderà quale farmaco usare e per quanto tempo.
-
Crioterapia (applicazione di ghiaccio): aiuta a ridurre gonfiore e infiammazione nelle fasi più acute.
-
Infiltrazioni: in casi selezionati si possono effettuare infiltrazioni di corticosteroidi o acido ialuronico direttamente nelle articolazioni per ridurre dolore e infiammazione.
-
Medicina rigenerativa: si tratta di trattamenti innovativi come PRP (plasma ricco di piastrine) e cellule mesenchimali, in valutazione per casi specifici e proposti da centri specializzati.
Trattamento chirurgico
Nei casi più gravi, quando l’artrosi alle mani è fortemente deformante o invalidante e le terapie conservative non danno risultato, si può ricorrere all’intervento chirurgico. Vediamo i principali tipi di intervento.
-
Artrodesi: consiste nel “bloccare” in modo definitivo l’articolazione dolente per eliminare il dolore, rinunciando però a una parte dei movimenti.
-
Artroplastica: asportazione e sostituzione delle parti articolari gravemente danneggiate con materiali biocompatibili; l’obiettivo è mantenere quanto più possibile la mobilità.
-
Protesi articolari: si tratta di un impianto di una protesi per ripristinare la funzione della mano nei casi di grave distruzione articolare.
La scelta del tipo di intervento viene sempre decisa su misura, in base alla gravità della situazione, all’età e alle esigenze funzionali del paziente.
Prevenzione ed esercizi utili per mantenere le mani in salute
Anche se non si può evitare del tutto lo sviluppo dell’artrosi alle mani, uno stile di vita attivo e alcune semplici attività quotidiane possono rallentare la progressione della malattia, mantenendo le articolazioni più mobili e funzionali. Vediamo alcuni esercizi pratici.
-
Pugno e apertura: chiudere lentamente la mano a pugno (senza stringere troppo), mantenere la posizione qualche secondo e poi riaprirla allargando bene le dita. Ripetere 10 volte per mano.
-
Opposizione del pollice: toccare con la punta del pollice la punta di ogni dito, uno alla volta, cercando di tenere il palmo rilassato. Ottimo esercizio per la mobilità fine.
-
“Pianoforte” sulla scrivania: appoggiare la mano su una superficie piana e sollevare e abbassare le dita una alla volta, come se si suonasse il pianoforte. Aiuta l’agilità delle dita.
-
Stretching delle dita: tenere una mano dritta con il palmo rivolto in avanti, poi con l’altra aiutarsi a tirare delicatamente le dita indietro, mantenendo per qualche secondo.
Svolgere questi esercizi regolarmente aiuta a mantenere la funzionalità delle mani, ridurre la rigidità tipica dell’artrosi e prevenire la perdita di forza.
Domande frequenti sull’artrosi alle mani (FAQ)
-
Qual è la differenza tra artrosi e rizoartrosi?
L’artrosi delle mani coinvolge le articolazioni delle dita e del polso. La rizoartrosi è una forma specifica che interessa la base del pollice (articolazione trapezio-metacarpale) ed è molto frequente dopo i 50 anni.
-
Il freddo e l’umidità possono peggiorare i sintomi dell’artrosi?
Sì, molte persone riferiscono un peggioramento dei sintomi in presenza di freddo o umidità ambientale, che possono aumentare rigidità e dolore.
-
Scrocchiarsi le dita può causare l’artrosi?
No, scrocchiarsi le dita non provoca né favorisce l’artrosi: si tratta di un mito diffuso ma privo di fondamento scientifico.
-
Esistono cure naturali o integratori veramente efficaci?
Alcuni integratori a base di collagene, condroitina o glucosamina possono dare beneficio in alcuni casi, ma non sostituiscono le terapie specifiche. È sempre importante parlarne con il medico.
-
L’artrosi deformante alle mani dà diritto all’invalidità?
Nei casi più avanzati, in cui la funzione della mano è gravemente compromessa e il dolore è molto intenso, è possibile ottenere un riconoscimento di invalidità civile secondo specifiche tabelle INPS.
-
Quando è davvero necessario operarsi?
L’intervento è considerato solo quando il dolore è costante, le deformità rendono impossibile l’uso della mano e tutti i trattamenti conservativi si sono rivelati inefficaci.